La situazione economica in Tunisia | Live in Tunisia

La situazione economica in Tunisia

La situazione economica in Tunisia

Dopo una settimana di scontri, tafferugli e dimostrazioni, un primo blancio parla di 423 arresti, 109 agenti feriti.
 
Da fonti governative si conferma che "Questa è una rivolta sociale, non politica. La gente ha fame e il coprifuoco era necessario per prevenire o spegnere subito assalti e devastazioni".
 
Il Presidente Essebsi, 89 anni, che ai tempi di Bourguba e' stato per molti anni ministro degli esteri, ha dichiarato in un discorso di pochi minuti l'altra sera in TV: «Senza lavoro non c'è dignità», prima di accusare chi vuole giocare sporco: «L'Isis in Libia attende il momento giusto per infiltrarsi in Tunisia». Caid Essebsi non ha annunciato misure choc, tuttavia ha esortato il governo a elaborare un programma urgente per l'impiego e la riduzione della precarietà. Ha anche aggiunto che le proteste, comprensibili a causa degli oltre 700.000 disoccupati, di cui oltre 300.000 giovani diplomati (su una popolazione di circa 10 milioni di abitanti), sono state strumentalizzate "da mani malintenzionate, tunisine e straniere. Daech e' entrato nella mischia per alimentare le tensioni e trarne profitto".
 
Il problema è che non sarà facile rimettere in sesto un Paese devastatodalla crisi economica: la disoccupazione è al 16 per cento (secondo i dati ufficiali), ma sale ad un pauroso 50 per cento fra i giovani laureati che hanno perso la speranza.
 
La Tunisia, che da 2000 al 2011 ha visto tassi di crescita oscillanti dal 3 a oltre il 6 per cento, ora si trova in una grave crisi economica e sociale: il segno più oggi è solo formale, e si misura in zero virgola. I prezzi aumentano e gli sipendi sono al palo.
 
Nei giorni scorsi la Francia ha annunciato un piano di auiti nei prossimi 4 anni per un miliardo di euro, includendo la conversione del debito in progetti di cooperazione. Il G8 invece sembra essersi scordato dei roboanti impegni post "rivoluzione dei Gelsomini" e i soldi promessi non sono mai arrivati.
 
Il coprifuoco di questi giorni (ora ridotto dalle 22 alle 5), se indubbiamente ha aiutato le forze dell'ordine nel ripristinare la calma, e' un disastro per questa economia cosi' disastrata costringendo i negozianti a rinunciare a parecchie ore di lavoro per poter rientrare entro le 20 a casa. E certamente non aiuta il gia' diradatissimo turismo, scoraggiando nuovi arrivi e tenendo i pochi turisti presenti (perloppiu' tedeschi e algerini) a restare negli alberghi.
 
Tuttavia la reale situazione nel paese e' di una normale tranquillita'. Duarante il giorno si vive come sempre. Lo stesso rapresentante diplomatico italiano ha infatti invitato a tornare: «Basta evitare le zone interne, le sole pericolose. Il resto della Tunisia è tranquillo e sicuro».
 
Sarebbe bene che L'Europa e soprattutto i paesi che si affacciano all'altra sponda del mare che li accomuna non si voltino dall'altra parte.

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Pensionato in vacanza a tunisi

Ritorno in Tunisia ne sento la neccesita vada come vada come vuole Dio

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