Normativa fiscale residenti estero - persiste grave errore nel sito INPS!!! | Live in Tunisia

Normativa fiscale residenti estero - persiste grave errore nel sito INPS!!!

Normativa fiscale residenti estero - persiste grave errore nel sito INPS!!!
Scritta Errori rossa con matita porta gomma che cancella su un foglio di carta

 

Durante la periodica attività di ricerca e verifica delle norme inerenti la residenza fiscale all'estero ci siamo imbattuti in una recente revisione del testo riportato sul sito web dell'INPS che tratta l'argomento "Normativa fiscale residenti Estero":

https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=49937

 

Il testo attualmente pubblicato, anziché migliorare il precedente, contiene in maniera ancora più esplicita indicazioni contrarie al TUIR. Recita infatti:

"Per essere considerati residenti all'estero ai fini fiscali occorre necessariamente possedere uno dei seguenti requisiti:

- non essere stati iscritti nell'anagrafe dei residenti in Italia per oltre metà anno (ovvero 183 giorni o 184 nel caso di mesi bisestili);

- non avere avuto domicilio in Italia per oltre metà anno;

- non aver avuto dimora abituale in Italia per oltre metà anno."

 

Ovvero, in base a questo testo, sembra sia sufficiente uno solo dei tre requisiti; basterebbe, ad esempio, la sola iscrizione AIRE, oppure, in assenza di iscrizione AIRE, non aver avuto domicilio in Italia per oltre la metà dell'anno, per essere considerati residenti all'estero ai fini fiscali.

 

Il vecchio testo è consultabile qui:

https://web.archive.org/web/20180501071512/https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=49937

 

In questo non si scriveva esplicitamente "uno dei seguenti requisiti", ma era riportata la frase:

"Detti requisiti sono tra loro alternativi e non concorrenti."

ovvero indicando sostanzialmente la stessa cosa: che bastasse solo uno dei requisiti (alternativi), mentre la frase corretta avrebbe dovuto essere: "Se manca anche una sola di queste condizioni si è considerati “residenti” in Italia".

 

Il testo del TUIR al comma 2 dell'articolo 2 recita infatti:

"Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile".

 

I tre requisiti citati nel portale INPS per essere considerati residenti all'estero ai fini fiscali, come più volte anche riaffermato dalla giurisprudenza, NON SONO ALTERNATIVI, non basta che ne sia soddisfatto solo uno. Essi SONO CONCORRENTI, ovvero tutti e tre necessari.

Continuiamo a non capire perché l'INPS sul suo sito, in una pagina dedicata a questo delicato tema, si ostini a rifrasare il testo del TUIR, trasformando un'espressione semplice ("si considerano residenti le persone che ...., oppure ...., oppure ....") in una negativa, ma senza correggere la congiunzione che lega le tre condizioni, come sarebbe giusto fare in questo caso.

 

Scritta così infatti l'espressione avrebbe lo stesso significato del Testo unico sulle imposte:

"Per essere considerati residenti all'estero ai fini fiscali, occorre necessariamente:

- non essere stati iscritti nell'anagrafe dei residenti in Italia per oltre metà anno (ovvero 183 giorni o 184 nel caso di mesi bisestili);

- non avere avuto domicilio in Italia per oltre metà anno;

- non aver avuto dimora abituale in Italia per oltre metà anno.

Detti requisiti sono tra loro concorrenti e non alternativi.

Se manca anche una sola di queste condizioni si è considerati “residenti” in Italia".

 

Ad ogni modo, ribadiamo che l'essere considerati assoggettabili all'imposizione italiana in base al TUIR, non comporta automaticamente di dover effettivamente pagare le imposte su un dato reddito in Italia. Infatti, nel caso si risulti assoggettabili all'imposizione anche nello stato in cui si è scelto di risiedere e fra i due stati sussiste una convenzione per evitare la doppia imposizione, come quella stipulata tra Italia e Tunisia, il significato di residente di uno stato ai fini convenzionali viene determinato in base all'art. 4 della convenzione stessa.

Occorre quindi tenere conto delle leggi fiscali dei due stati, della situazione specifica di ciascun soggetto interessato, e delle previsioni della convenzione in vigore.

Torneremo su questo tema con un ulteriore approfondimento, in considerazione delle decine di domande di chiarimento che riceviamo settimanalmente.

In caso di dubbio siamo a vostra disposizione per analizzare ogni specifica situazione, oppure vi ricordiamo che il professionista corretto da interpellare è l'avvocato tributarista.

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