Storia e luoghi dell'immigrazione degli italiani in Tunisia | Live in Tunisia

Storia e luoghi dell'immigrazione degli italiani in Tunisia

Storia e luoghi dell'immigrazione degli italiani in Tunisia
Italiani in Tunisia: testimonianze a Tunisi

Trasferirsi in Tunisia è un obbiettivo comune a pensionati e a chi vuole investire in Tunisia. Ma l'epoca odierna non è la sola investita da questo fenomeno migratorio. Nel corso dei secoli la Tunisia ha visto una forte comunità italiana insediarsi in varie aree della parte settentrionale del paese. Abbiamo deciso di raccontarvi brevemente la storia e i luoghi degli italiani in Tunisia.

Prime emigrazioni degli italiani in Tunisia

Scavando nelle documentazioni storiche, scopriamo che la Tunisia è stata luogo di esilio dall'Italia a partire dal X secolo e a più riprese nel corso dei secoli successivi.

È la fine dell'Ottocento però il periodo in cui si verifica una consistente emigrazione dall'Italia verso la Tunisia, in larga parte proveniente dalla Sicilia, soprattutto dopo l'Unità d'Italia. Gli italiani che abitavano in Tunisia godevano di privilegi politici già prima dall'unificazione degli stati italiani. Vivevano infatti in un pacifico regime amministrativo, politico e giudiziario gestito dal Consolato Italiano e potevano mantenere la nazionalità italiana.

Un tale contesto permise lo sviluppo di floride attività commerciali, matrimoni misti fra immigrati italiani e tunisini, nonché l'espressione della comunità italiana non solo attraverso iniziative culturali, ma anche tramite la costruzione di monumenti e chiese.

Con l'insediamento del protettorato francese, avvenuto nel 1881, ogni aspirazione colonialistica da parte del governo italiano di Cairoli divenne vana (Schiaffo di Tunisi). Nonostante questo gli italiani poterono continuare a convivere con la popolazione francese che andava timidamente incrementando. Durante il governo Mussolini furono costruite scuole, ospedali, banche e altre aziende dedicate proprio alla popolazione italiana.

La comunità italiana rimase numerosa fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, epoca in cui vi fu un'inversione di tendenza, ovvero una crescita demografica francese, che ne rafforzò il predominio politico e culturale.

Al 2012 sono circa 3.500 gli italiani residenti in Tunisia, pochi, se paragonati al picco di 100.000 che si contavano a metà del Novecento.

Insediamenti di italiani a Tunisi

Chiesa Cattolica a La Goletta La GouletteLe principali presenze di italiani in Tunisia, si registrarono dalla metà del XVI secolo alla metà del XVIII in particolare da parte della famiglia genovese dei Lomellini che si stabilì nella baia di Tabarca, sulla costa settentrionale tunisina.

Sempre nel XVI secolo, vi fu un'ondata di italiani ebrei proveniente dalla città di Livorno nel XVI secolo.

A parte la già menzionata città di Tabarca, la zona più interessata dalla presenza di italiani fu il quartiere alla periferia di Tunisi, oggi città, chiamata dai nostri stessi connazionali La Goletta, probabilmente in virtù della sua posizione geografica in un'insenatura della costa tunisina. A La Goletta, rinominata La Goulette dai francesi, gli immigrati furono soprattutto di origine siciliana attirati anche loro dalle possibilità di lavoro verso la metà dell'Ottocento.

Così nacque Il Corriere di Tunisi

Elia Finzi Corriere di TunisiStabilitasi a Tunisi negli anni '20 dell'Ottocento, la famiglia Finzi inaugura la prima tipografia nella città di Tunisi presso il Palazzo Gnecco prima (i cui locali ospitarono la delegazione estera della Giovane Italia di Mazzini e Giuseppe Garibaldi) e in Rue de Russie poi.

Sempre qui, poco più di un secolo dopo, precisamente nel 1956, la nuova generazione dei Finzi fonda il Corriere di Tunisi, prima testata giornalistica italiana in Tunisia e voce di una comunità italiana di 100.000 persone. Nonostante il calo demografico e gli eventi politici il giornale continua a pubblicare notizie anche attraverso un portale online www.ilcorriereditunisi.it

Chi sono gli italiani in Tunisia oggi

Se nell'immaginario comune viene vista come destinazione turistica dalle belle località costiere - soprattutto Djerba, Hammamet e Sousse – per una crescente percentuale di popolazione italiana l'obbiettivo è di ottenere il permesso di soggiorno in Tunisia e poi la residenza.

Parlando della fascia di popolazione italiana con oltre 60 anni di età, le ragioni che spingono al trasferimento in Tunisia sono varie: la vicinanza all’Italia, il clima mite, le località tranquille, la gente accogliente. Dal punto di vista fiscale ciò che fa gola è la tassazione pensione residenti estero, che riduce la percentuale di tasse da pagare sul reddito pensionistico, e la Convenzione contro le doppie imposizioni fra Italia e Tunisia che prevede il diritto di defiscalizzazione della pensione.

Quello degli italiani in pensione che decidono di vivere in Tunisia è un fenomeno alquanto recente determinato dall’aumento dell’imposizione fiscale avvenuta in Italia negli ultimi anni.

L'altra faccia ormai consolidata degli italiani in Tunisia è costituita dai numerosi imprenditori che da tempo fiutano affari e approfittano delle possibilità di guadagno facile reso possibile dalla disponibilità di energia e manodopera qualificata a costi inferiori rispetto all'Italia. Non solo, gli sgravi fiscali sono considerevoli e i costi dell’export bassissimi. In pratica, le aziende italiane che trasferiscono la propria sede in Tunisia possono contare su ottime possibilità di investimento nel Mediterraneo e efficienti collegamenti portuali e aeroportuali.

Degli imprenditori italiani che vogliono investire in Tunisia parleremo più approfonditamente in un altro articolo.

Dunque il legame fra Italia e Tunisia è stato e continua ad essere molto forte sotto molti aspetti, soprattutto culturali ed economici. Da una parte l’esistenza di una Scuola Italiana e di altre istituzioni in cui si studia l’italiano, favorisce la promozione di scambi culturali con l’Italia. Dall’altra, le agevolazioni fiscali (detassazione pensione e sgravi fiscali per chi apre un'impresa) riservate agli stranieri attirano sia pensionati che imprenditori.

Con questo non vogliamo dire che la Tunisia è il “paese dei balocchi” ma è innegabile che si tratta una realtà in forte espansione in cui il processo di democratizzazione è pienamente avviato e in cui si respira un’aria molto occidentalizzata.

La Tunisia di questo periodo sembra un po' l'Italia degli anni '50 in cui tutto era da fare, come un terreno fertile in cui furono coltivati la modernità e il benessere di cui godiamo oggi. Nel secondo dopoguerra, infatti, l'Italia stremata dal conflitto e caratterizzata da un'economia prevalentemente agricola, sorprese tutti con il Boom Economico, favorito dal contributo finanziario americano (Piano Marshall), ma anche dall'alta disponibilità di manodopera a basso costo. Situazione storicamente paragonabile è quella della Tunisia, culla del Mediterraneo che fa gola a tanti investitori esteri per cui si può pensare a una futura crescita economica.

Internazionalizzazione imprese

A giudicare dagli accordi economici in vigore, l'Italia può essere considerato un paese fortemente interessato alla Tunisia dal punto di vista economico. E molti italiani lo hanno già capito. Per questo il flusso migratorio dall'Italia verso la Tunisia non pare dare accenno di arresto.

Commenti

Sono pensionato e desidererei

Sono pensionato e desidererei vivere in tunisia il mio bagaglio di esperienza nel lavoro e' piu'che ottima

il mio interesse è quello

il mio interesse è quello della ricerca delle origini della famiglia da parte di mamma nata a La Goletta nei primi del novecento da mamma nativa di Trapani e padre pantesco.

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