Virus Ebola, nessun contagio per chi vuole vivere in Tunisia + infografica | Live in Tunisia

Virus Ebola, vivere in Tunisia senza contagio

Virus Ebola, vivere in Tunisia senza contagio
Virus Ebola - Tunisia esclusa dal contagio

Alla luce delle news sull’epidemia di Ebola, per i pensionati che vogliono vivere in Tunisia, è necessario sapere quali sono gli stati africani colpiti, al fine di andare a vivere in Tunisia da pensionato con tranquillità e spegnere falsi allarmi.

Il Nord Africa - quindi anche la Tunisia - non è soggetto al contagio da Ebola per vari motivi. Noi abbiamo deciso di indagare e di affidarci a fonti obbiettive e sicure come L’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization) e il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute al fine di darvi una panoramica quanto più completa e veritiera sulla situazione del virus Ebola.

L’articolo di oggi include un utile Infografica sull'Ebola che vi invitiamo a condividere con i vostri amici su Facebook, Pinterest e i vostri social network preferiti. In quest’articolo a cura del reparto di Epidemiologia delle malattie infettive (cnesps-iss) apprendiamo che da dicembre 2013 sono comparsi i primi casi di epidemia da virus Ebola (Evd), segnalati negli stati appartenenti all’Africa Occidentale ovvero Guinea, Liberia, Serra Leone e Nigeria.

La malattia virale si è dunque diffusa in un’area circoscritta e ben lontana dagli stati settentrionali quali Tunisia e Marocco. Nell’immagine a questo link – tratta dal sito dell’OMS - potete vedere la mappa degli stati africani colpiti da Ebola.

Questa pagina, invece, contiene un’utile e chiara infografica su cosa bisogna sapere quando si transita in un paese affetto da Ebola. Il contenuto è interamente in inglese, così abbiamo realizzato un’infografica in italiano su cosa sapere sul virus ebola interessante tanto per i turisti quanto per i pensionati italiani che vogliono vivere a Hammamet, Tunisi, Sousse o altre città della Tunisia per approfittare del beneficio della defiscalizzazione della pensione.

Causa della malattia: come si diffonde il virus Ebola

L’origine del virus è stata segnalata presso luoghi con un ecosistema tipicamente tropicale, quali appunto la zona della Guinea. Ciò che ha determinato la circolazione dell’infezione è stato il contatto diretto con animali selvatici infetti (in particolare pipistrelli) e con le loro secrezioni e a sua volta, con persone che avevano in circolo l’infezione.

Per questo intere famiglie e comunità di questa zona, sono state colpite così violentemente dal virus, di cui allora si sapeva poco. Adesso, bisogna adottare delle misure precauzionali per evitare il contagio, che può avvenire soprattutto negli ospedali o nei luoghi pubblici.

Informazioni su come evitare il contagio da Ebola

Il contagio da ebola avviene tramite il contatto fisico diretto con i liquidi corporei (quali sangue, urine, feci, sperma) di qualcuno che ha in circolo l’infezione o con una persona deceduta a causa della malattia. Per evitare il contagio, nel caso si sospetti che qualcuno che ci sta accanto mostri sintomi di malessere legati all’EVD, bisogna ridurre al minimo il contatto fisico con i suoi liquidi.

Se si osservano le opportune misure di sicurezza - cose che un turista normalmente fa - il rischio è ridotto al minimo anche se si transita in aereo da e per luoghi affetti dal virus. Inoltre, il ministero della Salute, esclude pericolo di infezione per turisti e viaggiatori o residenti, persino nelle zone colpite. Basta adottare le dovute norme igienico-sanitario, come il già citato contatto fisico.

A confermarlo, sono i dati dell’Istituto Superiore della Sanità:

  • Contagio di turisti che viaggiano nei paesi affetti e rientrano nell’UE: “Il rischio è considerato estremamente basso, anche nel caso in cui il viaggio avvenga in località in cui si sono verificati i casi primari. Il contatto diretto con organi e secrezioni biologiche di soggetti/ animali infetti (vivi o morti) è considerato improbabile per un turista medio.”
  • Contagio di viaggiatori che visitino amici o familiari nei paesi affetti: “Il rischio è considerato basso a meno che non vi sia un contatto diretto con organi e secrezioni biologiche di soggetti/ animali infetti (vivi o morti). In questo caso, la ricerca attiva dei contatti dovrebbe consentire l’identificazione dell’esposizione e prevenire l’ulteriore diffusione dell’infezione”.

Sintomi del virus ebola: come riconoscere se l’infezione è in corso.

I sintomi della malattia si manifestano attraverso: febbre, debolezza, dolori muscolari, mal di testa, mal di gola. Seguono vomito, diarrea e emorragia. La malattia di manifesta in pochissimi giorni e purtroppo, causa il decesso nel 90% dei casi. Motivo per cui, è da escludere che persino i migranti approdati sulle coste siciliane, possano diffondere un virus del genere o che ne siano affetti, a contrario di alcune bufale diffuse in rete.

La Tunisia previene ogni possibilità di contagio

Partire per la Tunisia e vivere in Tunisia, sono progetti da poter portare avanti con tranquillità, tanto più che lo stato ha predisposto misure di prevenzione contro la malattia. La Tunisia non è fra gli stati colpiti ma gli ospedali di Tunisi, Rabta, Sousse, Monastir e Sfax sono stati ben informati su come riconoscere sintomi della malattia.

Il paese è quindi monitorato e premunito per evitare ogni possibilità di contagio e, nel raro caso si verifichi, intervenire tempestivamente. Inoltre, controlli capillari sono effettuati presso aeroporti e agenzie di viaggio per controllare lo stato di salute di chi transita dai paesi dell’Africa Occidentale.

Commenti

grazie x l'informazione.

grazie x l'informazione.

infatti fino a 21 gg di

infatti fino a 21 gg di incubazione prima di sviluppare i sintomi. Il tempo sufficiente per prendere un autocarro che segue la rotta del deserto, riuscire ad imbarcarsi su un barcone alla deriva nel mediterraneo poi ammalarsi e morire contagiando a poco a poco tutto il resto dell'equipaggio. Agli operatori di marenostrum non resterà che andare incontro ad una barca di morti e moribondi, sbarcarli e caricarli per l'obitorio o l'ospedale trasportandoli con quelle ridicole protezione (ganti di latice e mascherine) poi tornarsene ignari alle loro case portando il contagio ai loro cari, e da lì l'indomani alle scuole ai luoghi di lavoro dei familiari. Auguri !

Mah...se fosse cosi' l'Italia

Mah...se fosse cosi' l'Italia starebbe in quarantena ormai, con le migliaia di persone che sono gia' arrivate e l'hanno attraversata da sud a nord, per poi proseguire per il nord Europa.

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