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Vivere in Tunisia lontano dalla crisi libica

Vivere in Tunisia lontano dalla crisi libica
Vivere in Tunisia in tutta sicurezza, lontano dalla crisi libica

Sui media si legge della situazione libica e chi vuole andare a vivere in Tunisia è preoccupato sulla situazione di sicurezza del paese.

C'è da chiarire innanzitutto che la Tunisia non è coinvolta in nessun modo con quanto sta accadendo in Libia e che si occupa meramente di soccorrere i fuggitivi provenienti dal confine libico e di aiutarli a raggiungere il paese di origine (es. Egitto o Marocco).

La frontiera Tunisia Libia di Ras Jedir è stata inizialmente chiusa per evitare un eccessivo afflusso di cittadini libici in fuga dal paese. La Tunisia ha dato soccorso ai profughi, per poi lasciarli entrare aiutarli a raggiungere l'Egitto.

La Tunisia rimane quindi un luogo sicuro in cui il governo sostiene i cittadini in fuga dalla Libia. Solo la capitale, Tunisi, è movimentata da alcune manifestazioni di egiziani e marocchini che chiedono supporto per rimpatriare dopo esser fuggiti dalla Libia. Manifestazioni comunque circoscritte nella zona delle ambasciate. Chi si trova a vivere ad Hammamet, Monastir, Sousse non risente quindi di alcun problema.

Chi è attualmente intenzionato al trasferimento in Tunisia, può qiundi procedere con tranquillità e non temere circa la sicurezza in Tunisia.

Riassunto crisi libica

La guerra fra le milizie di fazioni opposte in Libia non cessa dai tempi della Rivoluzione del 2011, il paese è nel caos, l'aeroporto di Tripoli e poi quello di Bengasi, sono stati accerchiati. I voli per la Libia sono attualmente sconsigliati e gli italiani in Libia, incitati a lasciare il paese dal Ministero degli Affari Esteri finché la situazione di sicurezza non evolverà verso la stabilità, così come il governo. In pericolo anche le imprese italiane presenti sul territorio che stanno subendo anche un grave danno economico.

A causare lo scoppio di guerriglie, è la costante instabilità di governo, che continua fra alti e bassi dal 2011 dopo la Primavera Araba. Mentre in Tunisia si è raggiunta la stabilità attraverso un governo democratico ed escludendo la preponderanza di partiti conservatori e di chiaro stampo islamista, la crisi libica continua. Le forze laiche e islamiste si scontrano sia sul piano politico, che culturale e di conseguenza gli scontri per le strade della città, aumentano, coinvolgendo anche i civili, purtroppo.

La mancanza di sicurezza in Libia è una conseguenza della debole milizia del governo formata da un esercito non fedele e dall'esistenza di varie milizie che lottano ognuna a proprio favore. E' il caso delle milizie regionali sorte dopo l'uccisione del colonnello Gheddafi per difendere gli interessi delle regioni.

Ci sono poi le milizie islamiche, schierate contro la formazione di un governo stabile e decise a formare un califfato in stile Isis al pari dell'Iraq. Ansar al-Sharia è considerata la più pericolosa delle milizie organizzate, che hanno recentemente assassinato l'ambasciatore americano Stevens.

Si rivela necessario un intervento internazionale, come chiesto espressamente dal parlamento libico il 13 agosto. La capitale è infatti ormai in preda ai miliziani e il Parlamento si è dovuto spostare a Tobruk.

Alcuni siti di notizie sulla Tunisia per tenersi costantemente aggiornati:

In francese: http://www.lapresse.tn/

 

 

 

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